Solidarietà con i prigionieri palestinesi

Sabato 29 aprile alle ore 16 Presidio in Piazza Castello

Da lunedì 17 aprile 1.600 prigionieri palestinesi hanno iniziato uno sciopero della fame. Questa iniziativa assume, oggi, un forte significato politico dentro e fuori le carceri. La lotta dei prigionieri, denominata per la “Libertà e dignità”, ha subito provocato la rabbiosa reazione di Israele, che ha attivato trasferimenti selvaggi, celle di isolamento per i leader più influenti, devastazione delle loro celle anche con cani addestrati, sequestrando coperte e oggetti personali, oltre al blocco a tempo indefinito delle visite dei propri avvocati e famigliari. Inoltre ha allestito un ospedale da campo al di fuori delle normali strutture sanitarie per poter intervenire con l’alimentazione forzata sui detenuti. Si tratta di una pratica assimilata alla tortura dagli organismi internazionali e per questo vietata.

Le persone detenute da Israele sono 6500, di cui 300 minori per lo più adolescenti dai 13 ai 16 anni, 56 sono le donne prigioniere, 13 le bambine. Attualmente 500 prigionieri palestinesi sono in carcere senza accusa specifica. La loro detenzione, senza alcun processo, può essere rinnovata arbitrariamente e in modo indefinito.

Israele governa la popolazione palestinese con un regime di occupazione militare, privando i palestinesi dei diritti più elementari. Condizioni particolarmente aspre sono imposte ai prigionieri politici che nelle loro rivendicazioni chiedono semplicemente ciò che ogni paese civile dovrebbe garantire, tra le varie richieste:

  • Poter vedere/telefonare ai propri familiari con particolare riferimento ai figli.
  • Poter essere curati (870 prigionieri soffrono di malattie croniche con necessità di cure continue)
  • Rilascio dei prigionieri malati di cancro (19 casi di tumore diagnosticati).
  • Chiudere la prigione ospedale ghetto di Ramle dove sono ricoverati in condizioni disumane 19 prigionieri con paralisi.
  • Poter ricevere riviste/libri, poter frequentare le università OnLine
  • Fine del regime di isolamento e della detenzione amministrativa.

Promuovono l’iniziativa:

BDS Torino – Centro Studi Sereno Regis – Donne in Nero – Ebrei Contro l’Occupazione – Invicta Palestina – Assopace Rivoli – Progetto Palestina – Tempi di Fraternità – Pax Christi Campagna Ponti Non Muri – Comitato di Solidarità col Popolo Palestinese.

Locandina Sciopero prigionieri