Come Maurice, aderiamo alla riflessione del Sommovimentonazioanale.
http://sommovimentonazioanale.noblogs.org/post/2014/07/13/queers-for-palestine/

Queers for Palestine
In questi giorni stiamo assistendo con orrore all’ennesima aggressione militare israeliana alla Striscia di Gaza in seguito al presunto sequestro e omicidio di tre giovani israeliani da parte di Hamas.
Il bollettino di guerra ci parla di decine di morti tra i civili palestinesi, tra cui moltissimi bambini. Mentre il cielo di Gaza esplode senza lasciare tregua ad una popolazione stremata da decenni di occupazione militare e apartheid, Israele continua a presentarsi senza pudore alla comunità internazionale come l’unico stato del Medio Oriente impegnato nella difesa della democrazia, dei diritti universali e del riconoscimento delle soggettività LGBT.
Non ultimo il tentativo, avvenuto pochi giorni dopo la sparizione dei tre ragazzi israeliani, di mistificare la tortura e l’omicidio di un giovane palestinese da parte di alcuni coloni israeliani come un delitto d’onore messo in atto dagli stessi familiari della vittima a causa della sua omosessualità, mentre in Israele e in diverse città occidentali (compresa Roma) si moltiplicavano aggressioni feroci da parte di estremisti sionisti verso palestinesi e sostenitori della causa palestinese.
Non è la prima volta che denunciamo e condanniamo il tentativo di Pinkwashing da parte di Israele, un’operazione di propaganda omonazionalista che dietro la formale difesa dei diritti LGBT cela le forme più violente di nazionalismo e apartheid. Come movimenti e soggettività LGBTQ abbiamo deciso di prendere la parola contro la violenza dello Stato di Israele e contro la sua strumentalizzazione delle rivendicazioni LGBT.
Sappiamo che Israele è uno stato che produce razzismo e discriminazioni all’interno e all’esterno dei suoi confini, che sono tuttora illegali. Israele è uno stato fondato sul colonialismo e sullo sfruttamento della terra e della forza lavoro palestinese. È per questo che la retorica del militarismo, della violenza e dell’odio satura le società israelo/palestinesi, laddove, per essere chiari, Israele ha la piena responsabilità di ciò che sta accadendo, mentre la popolazione palestinese ne è vittima.
Nonostante ciò una coraggiosa minoranza di cittadini israeliani – Arabi ed Ebrei – rifiuta le politiche del loro governo e allo stesso tempo molti palestinesi cercano di opporre forme di resistenza non violente, come quelle messe in atto dal Movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), che richiedono un supporto internazionale: noi le supportiamo!
Ci rifiutiamo di riconoscere politiche fatte di droni, scudi missilistici, bombardamenti e lanci di missili katyusha e crediamo una possibile e pacifica co-abitazione, nel nome della verità e della giustizia.
Come gay, lesbiche, bisex, trans, queer e femministe vogliamo gridare a Israele e al mondo che siamo tutti palestinesi e saremo sempre a fianco di chi lotta per la propria dignità e libertà contro razzismo, sfruttamento, violenza e apartheid.
Siamo queers per la pace e la giustizia!
#queersforpalestine
Da Maurice glbtq – Pubblicato il16 July 2014

http://www.mauriceglbt.org/drupal/node/1821