Storia di un progetto in Palestina

a cura del Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese di Torino

Circa un anno fa le associazioni professionali e le istituzioni di ricerca e formazione in ambito sanitario, che operano nei Territori Palestinesi Occupati, hanno inviato una lettera aperta alla Comunità Internazionale per esprimere la loro protesta ed inquietudine riguardo alle pressioni che vengono esercitate nei loro confronti per farli partecipare in programmi di cooperazione israelo-palestinese nel campo della salute.

Dalla Lettera aperta del maggio 2005 firmata da 20 associazioni palestinesi: “Tali programmi, in gran parte ideati e finanziati da istituzioni internazionali e/o israeliane comprendono iniziative che coinvolgono istituzioni israeliane come il Centro Peres per la Pace e il Collegio Galilea con la partecipazione attiva di professionisti palestinesi, sia che tale coinvolgimento avvenga nell’ambito della formazione, dell’invio di pazienti palestinesi a servizi sanitari israeliani, del capacity building o di altre iniziative congiunte.

Sono iniziative mirate a promuovere il dialogo e la collaborazione tra professionisti della salute, ONG e istituzioni sanitarie, progetti che implicano cooperazione scientifica e di ricerca e pubblicazioni su riviste internazionali sotto l’etichetta generale della costruzione della pace o risoluzione del conflitto e limitazione dei danni, o di lavoro per la pace in Medio Oriente.

Queste iniziative, oltre a non riflettere le effettive priorità dei Palestinesi, ignorano l’enorme disparità di posizione tra le due parti, di cui una è l’occupante e l’altra è l’occupata.

Tali iniziative di fatto hanno contribuito ad intralciare la strada per una pace giusta, perché si sono limitate a valorizzare la reputazione delle strutture israeliane senza rendere giustizia ai palestinesi, a fronte delle continue violazioni da parte del governo israeliano delle leggi internazionali e dei diritti umani fondamentali dei palestinesi, inclusa la violazione della Convenzione di Ginevra.

Crediamo sia più fruttuoso investire direttamente nelle strutture palestinesi per permettere loro di sviluppare le risorse umane necessarie che li aiuterebbero a decollare sulla via dell’indipendenza e dello sviluppo sostenibile…crediamo sia un diritto dei palestinesi scegliere il proprio partner tra vari enti nel mondo arabo, in Europa, USA, Canada, così come tra gli israeliani che si oppongono apertamente all’occupazione…”

A febbraio 2006 Paola, del Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese, durante un viaggio in Palestina ha incontrato il dottor Na’im Abu Teir dell’Associazione no-profit HWC (Health Work Commitees), che le ha parlato di un progetto per la salute materno-infantile nel villaggio di Marda.

Il villaggio di Marda fa parte del distretto di Salfit, nella parte settentrionale della Cisgiordania. L’area del villaggio comprende 9.600 dunums (1 dunum = 1000 m2), di cui 3.600 sono stati confiscati nel 1978 per costruire la colonia di Ariel, altri 300 per costruire un’autostrada ed altri 800, di olivi, per costruire il Muro di Separazione.

Gli abitanti di Marda sono 2.000: il 49,6% femmine ed il 50,4% maschi.

Il villaggio è fornito di elettricità e di acqua: ci sono 3 sorgenti e 5 pozzi per l’agricoltura.

Nel villaggio vi sono due scuole: una femminile (227 allieve) e una maschile (350 allievi) e due scuole materne. Circa 200 studenti (il 30% ragazze) hanno terminato gli studi universitari.

Le strutture sanitarie del villaggio sono molto carenti. La maggior parte dei servizi sono disponibili nella città vicina, Nablus, ma poiché questa è chiusa dai posti di blocco di Hiwara e Zatara, accedervi è molto difficile.

Gli abitanti di Marda hanno unicamente la disponibilità di un ambulatorio bisettimanale organizzato dal ministero della sanità palestinese, che provvede principalmente a vaccinare i bambini.

I problemi che ostacolano lo sviluppo a Marda sono essenzialmente i seguenti:

  • i terreni confiscati erano principalmente terreni agricoli
  • i coloni gettano i loro rifiuti nel terreno agricolo adiacente al villaggio
  • la costruzione del Muro che separa i contadini dai loro terreni e separa anche il villaggio dalle cittadine vicine.
  • Tutto questo influenza l’accesso alle strutture sanitarie, il commercio, il movimento delle persone e riduce decisamente il reddito dei contadini.

Dopo le elezioni, il consiglio di villaggio si è rivolto allo HWC, ai comitati di donne palestinesi e ai comitati per il lavoro agricolo, per valutare le necessità del villaggio.

L’HWC, in quanto principale organizzazione che fornisce cure mediche alla popolazione palestinese, in coordinamento con il consiglio di villaggio di Marda, e dopo una valutazione delle necessità, ha programmato di iniziare un servizio ambulatoriale di base, con accesso anche per le urgenze 4 giorni alla settimana ed un servizio ambulatoriale per la salute della donna 2 volte alla settimana.

Per il futuro si auspica di riuscire ad espandere i servizi in base alle necessità.

Il servizio ambulatoriale sarà istituito nel nuovo edificio del villaggio, costruito come centro comunitario con il sostegno dell’UNDP (United Nations Development Programme).

Paola, al suo ritorno da quel viaggio, ne ha parlato in Comitato e si è deciso di sostenere il progetto e di chiedere un finanziamento.

Abbiamo scartato gli enti privati quali fondazioni bancarie, ecc. perché pensiamo che la nostra collaborazione non debba avere uno scopo unicamente umanitario, ma debba servire anche a far conoscere in Italia la situazione in cui si trovano le istituzioni Palestinesi a causa dell’occupazione.

Abbiamo pensato quindi di chiedere un finanziamento alla Regione Piemonte: da marzo ad agosto 2006 abbiamo avuto una serie di incontri con rappresentanti di istituzioni, enti pubblici, partiti.

Ognuno dei nostri interlocutori si è mostrato interessato al progetto, ma ha ribadito che la Palestina non era in quel momento una priorità nei programmi regionali.

Inoltre c’era il problema che i Palestinesi avevano eletto a rappresentarli Hamas, il che sembrerebbe di ostacolo… anche se noi facciamo notare che le elezioni sono state controllate da osservatori internazionali che le hanno definite regolari, che in democrazia si deve accettare la decisione degli elettori… ma questo evidentemente non vale per tutti!

Ognuno dei nostri interlocutori inoltre ci ha rimandato ad un collega più esperto nel settore e la storia è ricominciata… alla fine, ad agosto, il progetto viene approvato dalla Regione Piemonte insieme ad altri progetti con una procedura d’urgenza.

La Regione ci propone pure di proseguire la collaborazione negli anni a venire con la presentazione di progetti anche più impegnativi quali la costruzione di una struttura o la partecipazione a corsi di aggiornamento: in questo caso, ci viene detto, sarà indispensabile la collaborazione con una ONG israeliana. Ci risiamo!!!

Alla fine di novembre sono stata in Palestina per la prima volta…

Naturalmente ho cercato di incontrare il dott. Naim Abu Teir ed il suo collega Majed Nassar (che ha preso il suo posto alla direzione del HWC) per raccontare gli sviluppi del progetto Marda a Torino e per visitare l’ospedale dove lavorano.Telefono per prendere un appuntamento: io sono a Gerusalemme ma per il dottor Majed, che vive in Cisgiordania (a pochi km di distanza), non può far meno di chiedere un permesso speciale ed aspettare (chissà quanto?) che gli venga concesso.

Decido di andare a Beit Sahour, così potrò anche visitare la clinica dove lavorano: il dott. Naim mi chiede se è la prima volta che mi reco in Palestina e alla mia risposta affermativa propone di venirmi a prendere: lui abita nella cintura di Gerusalemme ed ha la carta blu dei residenti.

Il venerdì mattino puntuale viene a prendermi in albergo, ma per percorrere i pochi chilometri che ci separano da Beit Sahour ci impieghiamo più di un’ora per i soliti posti di blocco, dove giovani soldati di leva israeliani con il mitra puntato indicano quale strada percorrere e ti chiedono di mostrare il permesso o il passaporto: strade per i Palestinesi e strade per gli israeliani che non devono incontrarsi con i Palestinesi…

La clinica era chiusa perché era venerdì, ma ospitava una manifestazione nell’ambito della settimana internazionale contro la violenza sulle donne. Le rappresentanti di ogni associazione mi spiegano con orgoglio le loro attività non certo semplici, visto che ai problemi comuni anche alla nostra società si aggiungono quelli legati all’occupazione ed alla mancanza di diritti.

Visito anche la clinica, recentemente ristrutturata e ben organizzata in cui lavorano specialisti di ogni branca medica ed è possibile anche eseguire interventi in Day Surgery. Nello studio medico, molto spartano, parliamo del progetto Marda: riferisco che il finanziamento è stato approvato e, con imbarazzo, riferisco qual è la posizione della Regione Piemonte riguardo a future collaborazioni.

Mi rispondono con un sorriso amaro…

Questa è una situazione particolare, un piccolo microcosmo di quello che è la Palestina… la mia visita è stata solo un’ennesima conferma di quanto non si comprenda la difficoltà di vivere per questo popolo che continua a resistere e lottare.

[Santa, del Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese di Torino]

Scopri di più sul villaggio di Marda.

Il progetto per Marda

Nome del progetto: Migliorare la salute della mamme e dei bambini a Marda, in Cisgiordania
Organizzazione: Health Work Committees (HWC)
Indirizzo: Al Bireh, P.O. Box 3966, Palestine
Telefono: 0097222407518/9
Email: uhwc@palnet.com
Contatto: Dott. Naim Abu-Tair

Dati bancari

Conto intestato a: Health Work Committees
Numero di conto: EUR 624260 / 0-590
Codice bancario: 9030
Codice SWIFT: ArabPS22030
Nome della banca: Arab Bank P.L.C
Indirizzo della banca: Branch: Al-Bireh / AL NAHDA ST
P.O.BOX 3731
TEL 0097022959581
FAX 0097022959588

Introduzione

Il villaggio di Marda è vicino a Nablus, nella parte settentrionale della Cisgiordania.

Strutture sanitarie

Le strutture sanitarie del villaggio sono molto carenti. La maggior parte dei servizi sono disponibili a Nablus, ma, poiché questa è chiusa dai posti di blocco di Hiwara e Zatara, accedervi è molto difficile. Gli abitanti di Marda hanno unicamente la disponibilità di un ambulatorio bisettimanale la cui attività principale sono le vaccinazioni.

Il consiglio di villaggio

Le ultime elezioni del consiglio di villaggio sono state nel maggio 2005; sono stati elette 2 donne e 7 uomini, e la maggioranza nel consiglio fa parte del filone democratico progressista.

Problemi e ostacoli concernenti lo sviluppo a Marda

Dal 1978, l’occupazione israeliana confisca ampi terreni del villaggio, per costruirvi la colonia di Ariel (4.700 ettari). Poiché era l’agricoltura la principale fonte di reddito per gli abitanti del villaggio, questo causa disoccupazione. Ad aggravare ulteriormente la situazione sociosanitaria sono i rifiuti dei coloni, pompati nei terreni agricoli adiacenti.

Il Muro separa Marda dai villaggi e dalle città palestinesi adiacenti, e così pure i contadini dai terreni agricoli che loro rimanevano. L’isolamento ostacola l’accesso alle strutture sanitarie, il commercio, gli spostamenti e compromette l’economia.

Disoccupazione

Nel villaggio, la percentuale di disoccupazione raggiunge il 75%: la maggior parte degli abitanti lavorava presso gli israeliani, ma ora, con lo stato di assedio, alla stragrande maggioranza di palestinesi non è più consentito entrare in Israele. Questo aumenta il numero di abitanti che vive sotto il livello di povertà (2 dollari USA al giorno).

Problemi ambientali

Il sistema fognario delle colonie israeliane, inquinando le terre agricole nella parte occidentale del villaggio, causa gravi rischi ambientali.

Necessità individuate dal consiglio di villaggio

  • Fornire quotidianamente servizi ambulatoriali
  • Rinnovare le sorgenti d’acqua per uso agricolo
  • Costruire strade agricole
  • Mantenere l’elettricità
  • Aumentare l’autorità delle donne istituendo un centro specifico
  • Sviluppare il settore agricolo.

Descrizione del progetto

Dopo le elezioni, per valutare le necessità sanitarie il consiglio di villaggio si è rivolto allo HWC, la principale organizzazione che fornisce cure mediche alla popolazione della zona. Insieme, hanno progettato di avviare un servizio ambulatoriale di base, con accesso anche per le urgenze 4 giorni alla settimana, e un servizio ambulatoriale rivolto alle donne 2 volte alla settimana. L’ambulatorio sarà istituito in un nuovo edificio del villaggio, costruito con il sostegno dell’UNDP (United Nations Development Programme).

Ad implementare il progetto sarà lo HWC, responsabile anche dell’adeguamento dei servizi.

Obiettivo generale

Contribuire a migliorare la situazione sanitaria a Marda

Obiettivi specifici

  • Favorire l’accesso delle donne e dei bambini ai servizi sanitari
  • Favorire l’accesso ai servizi di emergenza.

Attività

  • Attrezzare l’ambulatorio di base a Marda
  • Garantire la presenza nell’ambulatorio di un medico di base (4 giorni alla settimana), di un medico che segua esclusivamente le donne (2 giorni alla settimana) e di un infermiere/a (6 giorni alla settimana)
  • Provvedere ai servizi necessari per la salute della donna
  • Provvedere ai servizi necessari per la salute dei bambini
  • Garantire i servizi di emergenza

Risultati attesi

  • Istituzione di un ambulatorio di base, fornito di materiale e di personale medico
  • Accesso per 400 donne, due volte alla settimana, ad un consultorio
  • Accesso per 700 bambini ad un ambulatorio
  • Accesso per 2.000 abitanti, quattro volte alla settimana, ad un servizio di emergenza

Sistemi di verifica

  • Contratti per il personale
  • Files medici
  • Rapporto che classifica le categorie di malattie ICD10
  • Rapporto mensile delle attività
  • Rapporto annuale

Necessità

(i prezzi sono espressi in Euro).

Equipaggiamento e arredo

Articoli Prezzo per unità Numero di unità Totale
Scrivania 136 1 136
Poltrona 32 1 32
Sedie 16 20 320
Stufa 56 1 56
Lettino visita 80 3 240
Bombola di ossigeno 80 1 80
Schedario per le cartelle 80 2 160
Set di strumenti medici 160 3 480
Frigorifero 1.200 1 1.200
Sfigmomanometro 80 1 80
Stetoscopio 40 1 40
Nebulizzatore 40 1 40
Otoscopio 40 2 80
Carrello 80 2 160
Subtotale 3.104

Personale

Stipendio per un medico per 12 mesi 640 x 12 7.680
Stipendio per un medico per il consultorio per le donne per 12 mesi 320 x 12 3.840
Stipendio per un/a infermiere/a per 12 mesi 280 x 12 3.360
Subtotale per il personale 14.880

Farmaci: 1.920

Costo totale del progetto: 19.904
Costi gestione del progetto in Palestina (6%): 1.195
Costo complessivo del progetto (in euro): 21.099

Finanziamenti

A Marzo 2006 il Comitato di solidarietà con il Popolo Palestinese e la Rete ECO (Ebrei contro l’occupazione) decidono di chiedere un finanziamento alla Regione Piemonte per coprire le suddette spese. Il finanziamento viene approvato il 17/8/2006.

A Settembre 2007 la Regione Piemonte stanzia la somma di 16.023 Euro (prima rata).

A Novembre 2007 Paola Canarutto, coordinatrice della Rete ECO si reca in Palestina, a Marda, per consegnare il suddetto importo ai rappresentanti dell’HWC con cui è in contatto.

Il restante importo di 5.076 Euro (seconda rata), sarà stanziato da parte della Regione Piemonte a breve.

Inoltre, a Gennaio 2007 dalla Palestina giunge la richiesta di integrare il progetto con l’acquisto di farmaci, sempre per l’ambulatorio di Marda, per un valore di 6.000 Euro.

Viene deciso di pubblicare il libro fotografico “L’Occupazione, vivere in Palestina” e di utilizzare i proventi della vendita del medesimo per coprire anche questa parte del progetto. Nel frattempo, a Settembre 2007, un circolo del Partito dei Comunisti Italiani, informato dell’esistenza del progetto, decide di apportare il proprio contributo con una donazione di 3.100 Euro.

Torino, dicembre 2007

RICERCA DELL’UHWC (Union of Health Work Committees) SUL VILLAGGIO DI MARDA

Introduzione

Questa ricerca ha come obiettivo presentare la realtà del villaggio di Marda, delineare le problematiche che affliggono i suoi abitanti e definire i loro bisogni. Con un’ottica scientifica, vorrebbe porre le basi per un adeguato sviluppo che possa esser utile alla società locale – in tutte le sue parti – ed anche alle generazioni future, basandosi sulle sue ricchezze e risorse naturali nel pieno rispetto del contesto socio-politico-economico del villaggio.

Lo studio è stato effettuato adottando basi scientifiche per uno sviluppo permanente e secondo criteri prestabiliti che illustrano non solo la realtà di Marda, ma anche di altre località contadine confinanti nelle zone di Salfit e di Qalqilya, come parte di un programma per lo sviluppo promosso dall’Union Health Work Committees. Seguendo criteri scientifici e oggettivi sono state raccolte, direttamente dalle fonti, informazioni dettagliate, in modo da poter essere utilizzate a seconda delle esigenze e delle richieste.

IL PIANO DI STUDIO

UBICAZIONE GEOGRAFICA

Il villaggio di Marda, a 440 metri di altitudine sul livello del mare, si trova a circa 7 km a nordest dalla città di Salfit. Confina a nord con il villaggio di Giamai’in, ad ovest coi villaggi di Qyra e Kafal Hares, a sud con la città di Salfit ed a est coi villaggi di Iskaka e Yassuf.

Marda si estende su una superficie di circa 9.021 ettari, metà dei quali sono stati confiscati dalle autorità di occupazione per essere annessi all’insediamento di Ariel (una delle colonie israeliane più grandi della Cisgiordania).

Sui terreni del villaggio è stato eretto il Muro dell’Apartheid e passano le by-pass roads (rete autostradale ad uso esclusivo degli israeliani che collega fra di loro gli insediamenti in Cisgiordania). L’area edificata del villaggio ammonta a circa 821 ettari.

CENNI STORICI GENERALI

Marda si trova nella zona centrale della Palestina. Per questo motivo, nel passato, era una tappa pressoché obbligatoria per i viaggiatori. Infatti, durante le epoche islamiche, il villaggio aveva conosciuto un periodo di gloria e tuttora risultano presenti dei siti archeologici che ricordano un mercato ed un albergo.

L’origine del nome Marda è piuttosto controverso. Con molta probabilità deriva dal siriano, dalla “marida” che vuol dire “luogo protetto”, ma anche “terra di rivolta e di ribellione”. Al-Asmai’i (uno studioso palestinese) ritiene che il nome trae origine dalle caratteristiche del terreno della zona -sabbioso dove l’erba non cresce-. Secondo altri invece, il villaggio prende il nome da una famosa pietra preziosa.

Durante l’epoca dei Califfati il villaggio di Marda ha conosciuto un periodo di gloria. È poi stato teatro di vari eventi, soprattutto durante le Crociate, grazie al sostegno che dava agli eserciti islamici. La storia ricorda che, in seguito alla loro sconfitta nella battaglia di Hittin, i Crociati avevano tenuto a lungo Marda sotto stato d’assedio per poi entrarvi un venerdì durante le preghiere, compiendo un vero e proprio massacro e radendo al suolo quasi completamente villaggio.

Fra i suoi siti archeologici più importanti si possono menzionare varie grotte ed una sorgente d’acqua, scavate nelle rocce, che risalgono al periodo romano ed i resti di sette vecchie moschee tra le quali le moschee Al-Sciarki, Al-Awsat ed Al-Sciamama. Nel villaggio si possono pure visitare vari siti come quello di Abu Rawwa’ e di Deir Bagiala, alcuni a carattere religioso come la residenza dello Sceicco Gium’a ad est del villaggio, oppure dello Sceicco Badr in pieno centro, senza dimenticare alcuni cimiteri storici come per esempio il cimitero Kattan Stir.

Secondo il censimento effettuato durante il periodo del Mandato Britannico nel 1922, gli abitanti di Marda erano 290 per arrivare nel 1945 a 470. A settembre del 1967, all’indomani dell’occupazione israeliana, gli abitanti di Marda erano 763, per arrivare a 1.397 nel 1996. Secondo l’ultimo censimento del maggio 2006, erano 2.467.

La maggior parte degli abitanti di Marda ha le sue origini negli eserciti islamici, che durante il periodo dei Califfati si erano insediati nel villaggio. Un’altra parte delle sue origini, non trascurabile, ha a che fare con l’occupazione dei territori nel 1948, in seguito alla Nakba (“catastrofe”), infatti, molti palestinesi avevano trovato rifugio nel villaggio integrandosi completamente nel tessuto sociale. In seguito all’occupazione del 1967 ed alla conseguente repressione, molti dei suoi abitanti hanno dovuto emigrare nei paesi arabi, in Europa e nelle due Americhe per poter sopravvivere.

CENNI SOCIO-ECONOMICI-POLITICI

Attualmente il villaggio è composto dalle seguenti principali famiglie: Al-Khafash, Ibdah, Sulaiman, Mansour, Sa’id, Abu-Bakr, Hagir, Abu- Shama, Al-Bara’sheh, Dar Ma’tuk, Dar Al-Summari e Dar Al-Diuk fra le quali esistono buoni rapporti. Dal punto di vista politico, tutte le forze politiche nazionaliste ed islamiche sono presenti nel villaggio, dove convivono con vero spirito di unità nazionale. Dal punto di vista architettonico, nel villaggio non sono pochi gli edifici storici. Purtroppo, sono quasi tutti disabitati, per l’assenza delle necessarie opere di restauro. Gli abitanti risiedono quindi principalmente in edifici moderni, fatti di pietra e di cemento e costruiti lungo la strada principale del paese con una estensione più orizzontale che verticale.

Uno dei problemi principali che affliggono Marda è rappresentato dall’insediamento dei coloni israeliani che la minaccia nella sua stessa sopravvivenza. Diverse decine di migliaia di ettari sono stati confiscate: terreni appartenenti a Marda ed ad altri villaggi vicini a favore di 24 colonie che compongono il principale insediamento israeliano in Cisgiordania. La colonia per eccellenza, quella di Ariel, si sta continuando ad espandere in modo strategico in tutta la valle avvicinandosi progressivamente alle case di Marda, dalle quali dista ormai soltanto pochi metri. L’area originale di Marda è di 9.021 ettari. Ma di questi, 3.000 ettari sono stati confiscati a favore dell’insediamento di Ariel, altri 800 ettari per costruire il Muro dell’Apartheid, escludendo fuori dal Muro 800 ettari ed altri 300 per far passare la pass- road Samaria.

Quel che rimane del territorio è distribuito come segue:

Utilizzo Superficie (in ettari) percentuale
Strade 174,03 21,200
Cimiteri 1,58 1,920
Abitazioni “a” 356,73 42,270
Abitazioni “b” 193,06 23,500
Abitazioni “c” 55,28 7,000
Giardini pubblici 1,13 0,001
Centro storico 29,13 4,000
Centri pubblici 9,93 0,010
Siti archeologici 1,23 0,100
Totale 822,10 100%

AGRICOLTURA E PASTORIZIA

L’agricoltura e la pastorizia versano in gravissime condizioni. L’occupazione israeliana è il principale responsabile delle difficoltà che l’agricoltura ed i contadini devono affrontare. La zona di Marda e dintorni viene spesso usata come discarica per i rifiuti solidi dei circondanti insediamenti. I percorsi delle principali sorgenti idriche sono stati deviati verso la colonia di Ariel. I terreni coltivabili rappresentano circa il 70% di ciò che è rimasto al villaggio dopo le varie confische. Inoltre, grazie al Muro, una loro parte non trascurabile è rimasta tagliata fuori e quindi è diventata nei fatti inaccessibile I contadini, le loro proprietà, come pure i loro terreni coltivati ed i loro prodotti, sono soggetti a continue aggressioni e devastazioni da parte dell’esercito e dei coloni. Ciò avviene regolarmente durante la stagione della raccolta delle olive. Sono ben note, a questo proposito, le campagne internazionali per la protezione dei contadini palestinesi durante la raccolta della olive.

Si coltivano soprattutto le olive (su circa il 70% dei terreni), in misura minore le mandorle, i legumi ed altri prodotti che servono a soddisfare il fabbisogno familiare. Le problematiche che affliggono l’agricoltura a Marda sono molteplici. All’indomani della guerra del 1967 ed in seguito alle confische delle terre, molti contadini hanno dovuto abbandonare il lavoro dei campi per trasformarsi in semplice manodopera costretta a lavorare nelle fabbriche e nelle fattorie israeliane.

Nel corso degli anni, nessuna autorità, né israeliana né palestinese, ha proposto un piano per lo sviluppo dell’agricoltura nella zona. Per esempio, in tutto il villaggio esiste una sola serra ed è totale l’assenza di manodopera specializzata nel settore. L’agricoltura continua a dipendere quasi esclusivamente dall’acqua piovana. Mancano i progetti ed i mezzi per raccogliere ed utilizzare l’acqua delle sorgenti presenti nel villaggio: acqua che viene di conseguenza sprecata. Escludendo una piccola zona coltivabile piana all’interno del villaggio, i contadini per lavorare la propria terra continuano a far uso di mezzi tradizionali primitivi, adeguandosi alla natura collinare e rocciosa della zona, sulla quale risulta difficile far arrivare ai campi i mezzi meccanici (già di per sé pochi e rudimentali). A Marda manca un frantoio moderno, per cui i contadini sono costretti a portare il loro raccolto ai paesini vicini sobbarcandosi costi elevatissimi di trasporto. Poi subentra il problema della distribuzione e della vendita dell’olio. L’esportazione è vietata. Inoltre è molto difficile, vista la situazione di blocco, riuscire a distribuire l’olio in altre zone della Palestina. La concorrenza locale diventa quindi alta con un conseguente abbassamento dei prezzi.

Per tutti questi motivi, visto il suo scarso rendimento, molti abitanti di Marda hanno abbandonato l’agricoltura che rappresenta ormai una fonte di sostentamento solo per una piccola percentuale di proprietari di terreni. Pure la pastorizia ha subito un gravissimo colpo. La continua confisca dei terreni tradizionalmente utilizzati come pascoli, lo stato di chiusura grazie al Muro ed ai sempre presenti check-points, l’elevato costo di fieno e mangime, le continue aggressioni ai pastori da parte dei coloni con furto di intere greggi, l’impossibilità di garantire una adeguata assistenza veterinaria, nonché l’elevato costo dei farmaci necessari (sempre che risultino reperibili) hanno determinato il progressivo abbandono di questa fonte di reddito.

ISTRUZIONE

Nel corso dei secoli, il villaggio è stato un centro molto importante per la scienza. I libri di storia riferiscono che lì sono nati una sessantina fra scienziati e scienziate, soprattutto in teologia ed in materie umanistiche. A Marda hanno vissuto Omar Ben Youssef Ben Ahmad Ben Babel Ben ‘Izaz Almardawi Zeid Addin Alhanbali, nato nel 621° anno lunare, e Abdallah Ben Abi Attaher Ben Muhammad Ben Abi Almakarem Muhammed Almardawi Abu Abderrahim, nato nel 620° e morto nel 721° anno lunare e sepolto nel villaggio.

Per ulteriori informazioni sulla storia della scienza e degli scienziati nel villaggio di Marda si può consultare “Biladuna Falastin” (Il Nostro Paese Palestina) oppure Algiamai’iat.

A parte la scuola dell’obbligo, attualmente a Marda ci sono due licei ad indirizzo classico: uno maschile e l’altro femminile. Al primo risultano iscritti, nell’anno scolastico in corso, 279 studenti che dovrebbero diventare l’anno prossimo 292. Il fenomeno dell’abbandono scolastico colpisce circa l’1% degli studenti. La percentuale di coloro che non superano gli esami della maturità non supera il 7%. Il corpo docente è tutto laureato tranne i professori di educazione artistica. L’edificio che ospita la scuola è stato costruito nel 1951 e le aule sono piccole. Sono pressoché assenti spazi per le attività sportive e musicali. L’unico cortile ed i due servizi igienici presenti sono insufficienti ed alcune parti della struttura sono diroccate. Urgono lavori di restauro per rendere la scuola più sicura e più adeguata.

Il servizio fornito dall’infermeria non va oltre al pronto soccorso. La scuola è dotata di un’aula d’informatica e di un laboratorio, però l’attrezzatura è alquanto vecchia e non copre le necessità degli alunni. La libreria, che è priva di un adeguato arredamento e di un sistema audiovisivo, risulta povera di libri soprattutto scientifici e enciclopedie.

Le ragazze iscritte al liceo femminile sono 283 ed il prossimo anno scolastico dovrebbero arrivare a 290. Il fenomeno di abbandono scolastico colpisce circa l’1% delle studentesse. La percentuale di quelle che non superano gli esami della maturità si aggira attorno al 5%. Le 19 professoresse che vi insegnano sono tutte specializzate tranne quelle di educazione artistica e di matematica. Questa scuola presenta le stesse carenze che si riscontrano nel liceo maschile. L’80% dei diplomati proseguono i loro studi nelle università locali. Nel villaggio ci sono tre scuole materne che accolgono 75 bambini, invece sono del tutto assenti gli asili nidi: una carenza grave visto il crescente numero di mamme che si inseriscono nel mondo del lavoro. Nel villaggio non c’è nemmeno un liceo scientifico e neppure una scuola tecnica. Di conseguenza, chi intende effettuare tali studi è costretto a fare il pendolare fra Marda ed i paesi adiacenti, sottoponendosi ai relativi costi ed esponendosi alle continue aggressioni da parte dei coloni e dell’esercito israeliano durante gli spostamenti. Manca inoltre un programma specifico per l’alfabetizzazione degli anziani del villaggio e per affrontare il crescente problema dell’abbandono scolastico.

Oltre a tutte le problematiche sopradescritte, occorre sottolineare le difficoltà che gli studenti e gli insegnanti devono affrontare quotidianamente per poter raggiungere le scuole viste le continue chiusure ed i posti di blocco imposti dagli israeliani, per non parlare dei continui arresti ai quali sono esposti. Tutto ciò rende spesso impossibile il regolare svolgimento delle attività scolastiche.

COLLEGAMENTI CON MARDA

Marda si trova all’interno di un enclave con un’unica via d’uscita. Il villaggio è circondato ad ovest ed a nord dalla bypass road Al-Samera (autostrada ad uso esclusivo degli israeliani) e da una barriera metallica, a sud dall’insediamento di Ariel e dal Muro. L’accesso occidentale al paese è stato chiuso con enormi quantità di detriti, di rifiuti e di terra rendendolo impercorribile se non a piedi. Quindi l’unica via per entrare nel villaggio è un cancello metallico sul suo versante orientale. I mezzi di trasporto da/per il villaggio sono auto private ed un unico furgoncino (tipo Ford transit) che possono/devono attraversare tale cancello metallico sotto il controllo dei militari israeliani.

Ovviamente la situazione diventa difficile se non insostenibile di notte ed in casi di emergenza. Nel villaggio circolano alcuni mezzi di trasporto non ben identificati guidati da soggetti sospetti. È superfluo sottolineare che i costi dei trasporti sono altissimi visto l’elevato costo del carburante nonché la sua scarsità a causa delle continue chiusure imposte dagli israeliani.

LA TELECOMUNICAZIONE

La situazione di Marda è analoga a quella esistente nei villaggi vicini. Esiste una rete telefonica fissa, però la percentuale degli abbonati non supera il 30% dei residenti. Più del 20% degli abitanti del paese hanno visto le loro linee telefoniche bloccate in seguito ai debiti accumulati nel corso degli anni. Mancano del tutto telefoni pubblici, mentre risulta molto diffuso il ricorso alla telefonia mobile. A Marda non ci sono centri internet ed il villaggio non è fornito dal servizio ADSL.

L’ACQUA

Marda si trova su una falda acquifera e la zona risulta ricca di varie sorgenti d’acqua. Purtroppo tali risorse sono scarsamente utilizzate dagli abitanti del villaggio. Le autorità israeliane hanno scavato vari pozzi artesiani per gli insediamenti. La quota idrica, notevolmente ridotta, che rimane a disposizione dei palestinesi è fortemente inquinata. Inoltre, mancano i mezzi necessari per raccoglierla, trattarla ed usarla a scopi domestici ed agricoli. Nel paese esistono vari pozzi ad uso familiare per la raccolta dell’acqua piovana. Fino ad una decina di anni fa, il villaggio dipendeva esclusivamente dalle acque delle sorgenti.

Nel 1995, l’azienda Mikorot (israeliana) ha collegato il villaggio alla rete idrica israeliana. Tale collegamento è stato effettuato con un evidente pressappochismo, soprattutto nelle diramazioni collaterali. Sono state usate delle tubature di pessima qualità e senza isolanti. Attualmente il villaggio riceve circa 4.200 metri cubi d’acqua al mese, con una quota di 2 metri cubi mensili a testa, da paragonarsi ai 25-30 metri cubi riservati ai coloni israeliani degli insediamenti circostanti. Tale quantità risulta appena sufficiente per l’uso domestico soprattutto durante la stagione estiva. In quel periodo inoltre, le case dislocate sulle colline vedono completamente interrotto il rifornimento dell’acqua per la mancanza di un serbatoio con una relativa pompa. L’unico serbatoio presente a Marda è vecchio e in disuso: occorre costruirne uno nuovo e collegarlo direttamente con la sorgente con una pompa adeguata. Resta da sottolineare che nessuna istituzione, locale o nazionale, si è mostrata interessata ad elaborare un piano per dare un adeguato sviluppo della rete idrica del villaggio.

RIFORNIMENTO DI ENERGIA ELETTRICA

Fino al 1985, anno in cui Marda è stata collegata con l’azienda elettrica israeliana, il villaggio riusciva a soddisfare il suo fabbisogno di energia elettrica ricorrendo all’uso di generatori locali. La rete locale, gestita dal Consiglio del Villaggio, copre quasi tutto il paese. Siamo di fronte ad un utilizzo esclusivamente domestico dal momento che non ci sono impianti industriali. L’elettricità si interrompe solo per brevissimi momenti, per esempio durante i lavori di manutenzione oppure a causa di temporali. Il consumo complessivo del villaggio è di circa 60.000 kilowatt mensile con una media di 25 kilowatt per ogni cittadino. È pressoché impossibile prevedere in queste condizioni un piano di sviluppo e l’illuminazione delle strade e dei luoghi pubblici resta scarsa e limitata ad alcune fasce orarie. Inoltre, vista la grave situazione economica in cui versa il villaggio, molti non riescono a adempiere al pagamento dei relativi consumi.

VIABILITÀ NEL VILLAGGIO

A Marda esiste una strada principale, lunga 2 chilometri e larga 5 metri, che attraversa il villaggio dal suo ingresso orientale a quello occidentale. La strada, da poco asfaltata ed in buone condizioni, è fornita da un lato solo di un marciapiede largo 80 centimetri. Manca il marciapiede del lato opposto perché è continuamente esposto durante l’inverno alle frane. Il villaggio, trovandosi rinchiuso tra l’insediamento di Ariel e la bypass road israeliana, ha una struttura urbanistica alquanto caotica. Il suo sviluppo orizzontale e verticale avviene in modo spontaneo, senza piano regolatore, semplicemente per soddisfare i bisogni abitativi. Di conseguenza, anche le strade e le vie secondarie sono casuali, spesso non asfaltate, prive di illuminazione e di marciapiedi.

PROFESSIONI E FONTI DI REDDITO

Fino a qualche anno fa, l’80% dei lavoratori di Marda trovava impiego all’interno della linea verde. Il protrarsi dello stato di chiusura e di assedio, le difficoltà di spostamento all’interno dei territori dell’Autorità Palestinese e l’impossibilità di essere assorbiti nel mercato locale, li hanno resi disoccupati a gran maggioranza. L’agricoltura con le sue difficoltà e i suoi elevatissimi costi, rappresenta ormai una fonte di reddito per una ristrettissima percentuale di abitanti. A Marda non ci sono industrie e sono pochissimi gli uffici pubblici o privati. Questi ultimi assorbono circa il 5% della forza lavoro. Esiste qualche falegnameria, impresa edile e negozio, però sono per lo più a gestione familiare. Impiegano una parte della manodopera con qualche specializzazione (elettricisti, fabbri, edili, fresatori, sarti, idraulici…), senza superare però il 15% della forza lavoro. Attualmente la disoccupazione a Marda raggiunge il 60%. In linea generale si può dire che lo stipendio medio mensile delle famiglie è molto basso oltre ad essere non costante. Molte famiglie vivono al di sotto del livello di povertà e dipendono per la loro sopravvivenza dagli aiuti umanitari.

SITUAZIONE DELLA DONNA

Le donne rappresentano circa il 50% degli abitanti di Marda. Si sposano per lo più all’età di 17 anni ed in media hanno 5 o 6 figli. Le donne risultano molto impegnate nelle attività sociali e politiche. Infatti, alcuni membri del Consiglio Locale sono donne. Alcuni settori come l’agricoltura, l’insegnamento, la sartoria e la sanità vedono una discreta partecipazione delle donne, senza però superare il 2% della forza lavoro impegnata. Infatti, vista la cultura e le tradizioni dominanti, il ruolo della maggior parte delle donne rimane confinato dentro le mura domestiche. La donna a Marda soffre di una serie di problematiche sociali ed economiche. La gravissima situazione economica che colpisce il villaggio ovviamente si riflette maggiormente sugli anelli più deboli della società. Sono poche le donne che riescono a proseguire i loro studi universitari (vista la situazione economica si preferisce garantire gli studi ai figli maschi). Gli stipendi percepiti dalle donne lavoratrici sono sempre alquanto più bassi rispetto ai loro colleghi maschi. A Marda permangono ancora i fenomeni del matrimonio precoce, del matrimonio tradizionale con uomini della propria famiglia senza poter dare il proprio parere, e della poligamia. Ad aggravare ulteriormente la situazione delle donne sono il divorzio, la violenza domestica, i molti figli e le tradizioni che spesso limitano i loro movimenti. A conseguenza del loro impegno politico, molte donne hanno conosciuto le carceri israeliane. In seguito all’arresto o all’uccisione dei loro mariti, alcune hanno dovuto assumersi la responsabilità di sostenere la propria famiglia. Non sono poche le donne che hanno dovuto partorire ai numerosi posti di blocco che circondano il villaggio o ad abortire per le pratiche dell’esercito israeliano (esposizione protratta ai lacrimogeni, stress da paura, ecc.). Da anni, l’Unione dei Comitati delle Donne Palestinesi svolge una campagna di sensibilizzazione delle donne a Marda organizzando degli incontri ed assemblee cittadine di varia natura. Mancano a Marda centri specifici per aiutare le donne ad emanciparsi ed a sviluppare una propria personalità indipendente con maggior consapevolezza dei propri diritti. Risultano del tutto assenti gli asili nidi che potrebbero rendere le donne più libere e quindi con la possibilità di lavorare fuori casa o studiare. Sono allo stato di studio da parte dell’Unione dei Comitati delle Donne Palestinesi alcuni microprogetti individuali o collettivi che hanno come interlocutrici le donne.

I SERVIZI SANITARI NEL VILLAGGIO

La situazione sanitaria nel villaggio di Marda è piuttosto drammatica. L’unico centro funzionante è un ambulatorio per l’assistenza materno-infantile gestito dal Ministero della Sanità palestinese. Vi lavora un medico per due giorni alla settimana ed una infermiera per cinque giorni. Il servizio si limita a garantire un’assistenza medica generale. A parte questo centro risultano del tutto assenti altri presidi sanitari. Non c’è neppure una farmacia oppure un laboratorio per le analisi. Fra gli abitanti del villaggio ci sono: tre infermiere, un ortopedico, un tecnico di radiologia e due tecnici di laboratorio, ma lavorano nei villaggi circostanti, come molti medici e specializzati, nativi di Marda, che sono all’estero. Nel villaggio ci sono alcune malattie croniche come per esempio il diabete.

Il Ministero della Sanità palestinese, il Medical Relief e la Luna Rossa Palestinese conducono varie campagne e corsi di sensibilizzazione sanitaria presso la sede dell’Unione delle Donne o del Consiglio Locale. Alcune di queste attività sono gratuite, altre vengono effettuate dietro un modico contributo da parte della cittadinanza. Visto il luogo dove si trova il villaggio, lo stato d’assedio al quale è continuamente soggetto, lo stato di chiusura ed i ripetuti coprifuochi diventa urgente fornire Marda di un Pronto Soccorso con la presenza costante di un medico e di un’ambulanza.

FONTI

Libri e fonti storiche
Interviste fatte a vari personaggi di Marda: anziani, contadini, studenti, operai, donne…
Varie relazioni
Consiglio Locale
Scuole
Gruppi di studio
Ministero della Sanità palestinese
Ministero dell’Agricoltura palestinese
Autorità Locale
Internet