I nuovi viaggi e i nuovi racconti del XX e del XXI secolo
Solidarietà, testimonianze, denunce

Quest’ultimo incontro è dedicato ai cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni nel modo di rappresentare e raccontare la Palestina, in conseguenza delle vicende che l’hanno attraversata e di una nuova cultura della pace con giustizia affermatasi all’interno della società civile globale.

Con la nascita dello stato di Israele e soprattutto dopo la guerra dei Sei giorni, la conseguente espansione dell’occupazione e colonizzazione israeliana della Cisgiordania e di Gaza, in spregio alle risoluzioni ONU e alle Convenzioni internazionali, il viaggio in Palestina vede infatti nuovi attori con nuovi obiettivi apparire sulla scena. Sono donne e uomini che portano solidarietà, che agiscono per una pace giusta, che offrono forme di cooperazione, di presenza e di interposizione, anche fisica, tra le parti; che provengono da realtà diverse, dal mondo della politica, dal sindacato, dall’ambiente religioso, dall’universo pacifista, dalla cooperazione internazionale. Sono giovani che vogliono capire e condividere la quotidianità della popolazione palestinese dei villaggi e dei campi profughi. Sono cittadine e cittadini di Israele che non si riconoscono nelle politiche e nelle pratiche governative e militari contro il popolo palestinese, che denunciano le ingiustizie e le violenze dell’occupazione e agiscono per opporsi al continuo ricorso alle armi, alle incarcerazioni politiche, alla sottrazione di terre, alla distruzione di case.

Il modo di raccontare la Palestina si arricchisce così di un forte elemento progettuale, di obiettivi mirati intorno ai quali si costruiscono relazioni, forme di sostegno e di scambio.

Ad accentuare questa novità, sono poi le trasformazioni che la tecnologia ha apportato nel modo di comunicare e condividere le esperienze, come già fece a suo tempo il telegrafo. Basti pensare al fax, alla possibilità di filmare, all’uso di internet e delle reti.

Di queste esperienze e di questi cambiamenti si discuterà in un dialogo a più voci che, fra l’altro, metterà a fuoco il nuovo significato che il viaggio assume; le differenze e le ricorrenze rispetto agli approcci orientalisti/colonizzatori del passato; la ricchezza di esperienze accumulate sulle due sponde del Mediterraneo e il loro significato; le valenze positive e negative dei vari approcci e delle varie metodologie progettuali.

La discussione sarà accompagnata e stimolata da letture tratte dal volume a cura di Alan Rickman e Katharine Viner, mi chiamo rachel corrie, e dal volume di Vittorio Arrigoni, Restiamo umani.

Saranno invitate la madre di Vittorio, Egidia Beretta, e la sorella, Alessandra Arrigoni.

Introducono: Luisa Morgantini e Raji Surani
Discutono: Nandino Capovilla, Daniele Garrone, Roberto Giudici, Jeff Halper, Chiara Ingrao, Glenda Acito
Coordina: Alessandra Mecozzi
Sala polifunzionale Museo d’Arte Orientale (MAO) Torino
7 aprile 2014