L’Occidente “scrive” la Terrasanta. L’ardore del pellegrino, dalla bibbia al medioevo
Quadri e ritratti di viaggiatrici e viaggiatori europei

Sul pellegrinaggio si sono spese molte parole, presente com’è in tutte le religioni, a partire dall’antico Egitto e dalle periodiche visite che il popolo del Nilo compiva ai templi di File o di Karnak. Ad est del Mediterraneo è forse la bibbia la fonte per noi più importante per conoscere questi riti: la bibbia che ci descrive l’Arca dell’Alleanza cui la devozione era diretta; la bibbia che ci racconta di Elkana e Anna, e del loro viaggio a Silo; la bibbia che del pellegrinaggio fissa regole e tempi.

Né il rito di ascesa ebraico verso la divinità si è arrestato in epoca romana, come ci racconta Filone di Alessandria (I sec. d.c.): non si è arrestato, ma ha condiviso la meta con quello cristiano, che è diventato l’espressione religiosa più completa del mondo occidentale e insieme lo strumento per eccellenza per l’imposizione, sempre da parte dell’Occidente, dei propri modelli culturali, sociali, architettonici sui luoghi santi dell’intera regione. E questa imposizione è avvenuta ignorando, e in larga misura soffocando, la coscienza e la rappresentazione di sé delle popolazioni locali.

Un immaginario elaborato altrove si è così riversato sulla Palestina, determinando la geografia sacra della regione, e in questo processo i viaggiatori e i loro racconti di viaggio hanno avuto un ruolo di primo piano. Alcune figure sono rimaste emblematiche nei secoli e i loro profili sono presentati in questo modulo come una galleria di quadri, ciascuno dei quali incarna la tipologia di un’epoca. Troviamo la Regina Elena, madre dell’imperatore Costantino; la nobile spagnola Egeria e il cosiddetto Pellegrino di Bordeaux, gli iniziatori della geografia sacra cristiana. Seguono i Templari, a ragione definiti “la prima agenzia turistica della storia”; Felix Fabri, Pietro Casola e altre figure chiave ed esemplari del pellegrinaggio medievale.

Le testimonianze sono ricostruite attraverso letture, attraverso un inquadramento storico sociale, con musiche di sottofondo e immagini proiettate.

Al termine di questa presentazione è prevista una Tavola rotonda, cui partecipano studiosi palestinesi e europei.

Introduce e coordina: Ada Lonni
Discutono: Walid Atallah, Laura Gaffuri, Elisabetta Benigni, Alessandro Barbero, Franco Cardini
Sala polifunzionale Museo d’Arte Orientale (MAO)
20 marzo 2014