nel bluNEL BLU TRA IL CIELO E IL MARE

Susan Abulhawa – Feltrinelli Editore – Collana I Narratori – 2015 – Bergamo

Romanzo

Con la voce narrante di Khaled, l’adolescente colpito dalla sindrome “locked-in” che non gli permette di comunicare con l’esterno e che lo lascia sospeso nel blu tra il cielo e il mare, Susan Abulhawa racconta la sua storia e quella delle donne della sua famiglia. Una saga familiare che ha inizio settant’anni prima a Beit Daras, un paesino rurale della Palestina meridionale poco lontano dalla Striscia di Gaza considerata “Il principale crocevia tra l’Africa del Nord, il Medio Oriente e l’Europa, nonché il fulcro del commercio delle spezie, l’attività più redditizia al mondo in epoca medievale”. Poi il 1948, il disastro: “Ma la violenza di una storia estranea bruciò quei placidi giorni nativi, e il Mar Mediterraneo leccò le ferite del nostro passato lungo le spiagge di Gaza… Più Israele si faceva vicino, più la Palestina si sparpagliava in luoghi lontani. I sionisti stavano confiscando le colline e costruendo insediamenti per soli ebrei sui terreni più fertili. Estirpando canzoni autoctone e piantando menzogne per far germogliare una nuova storia”. Per i sopravvissuti comincia la dura vita da profughi: il Campo Profughi di Nusseirat e per alcuni l’esilio. Il romanzo descrive la sofferenza individuale e collettiva di un popolo che da decenni non conosce pace, racconta la forza e la determinazione delle donne; la vera colonna portante di questa società maschilista e la dignità, la fermezza e la resistenza dei giovani presi prigionieri e torturati.
Ma la vera protagonista del libro è l’instancabile vitalità degli abitanti della Striscia che con costanza riescono a costruire ciò che Israele distrugge. Ed è a Sulayman, il ginn, che si rivolgono nei momenti di maggior sconforto o quando vogliono allontanare il malocchio; un atto che, in questo contesto storico e sociale, assume il valore di una umana necessità di speranza e di fiducia. “Nel trasporto di quella solitudine, potevamo vedere quant’eravamo minuscoli, quant’era piccola e indifesa la nostra terra. E da quella terribile dignità, sentivamo sgorgare il sussurro delle parole di un’anziana donna dei tempi passati: Questa terra rinascerà”.