ALLE RADICI DELLA COLONIZZAZIONE

Viaggio nella Gerusalemme tardo-ottomana

Ada Lonni – Casa editrice il Ponte – 2008 – Città di Castello (PG)

Uno strumento di approfondimento e di ricerca che consente, attraverso una ricca documentazione, di rendere familiare, o almeno un po’ meno estranea, questa città speciale.

 

ATTO DI STATO

Palestina-Israele, 1967-2007 Storia fotografica dell’occupazione

Ariella Azoulay (a cura di Maria Nadotti) – Bruno Mondadori – 2008

L’autrice ha raccolto più di settecento fotografie, scattate da oltre settanta fotografi per lo più israeliani, finora disperse, inedite o inaccessibili. Il libro è un archivio, una storia fotografica dell’occupazione, che va oltre la mera documentazione ma ricerca nuovi paradigmi interpretativi che sfuggono a pregiudizi e luoghi comuni e individuano nelle immagini il rapporto di sudditanza tra occupante e occupato e dimostrano come la triangolazione fotografo/fotografato/spettatore dà vita a un nuovo “spazio pubblico” improntato alla responsabilità e all’impegno.

 

IL NUOVO FILOSEMITISMO EUROPEO e il “campo della pace” in Israele

Yitzhak Laor – Le Nuove Muse – 2008 – Torino

L’autore denuncia la politica militare e oppressiva di Israele verso i palestinesi, la strumentalizzazione propagandistica della stessa Shoah in funzione antiislamica e anti araba, per contrastare l’immigrazione in Europa, in accordo con i progetti imperialisti degli USA e gli interessi neocolonialisti dei paesi occidentali.

 

LA CASA DEL VILLAGGIO PALESTINESE

Suad Amiry, Vera Tamari – Traduzione e presentazione a cura di Alessandra Scarano – Gangemi Editore – Collana Architettura, urbanistica, ambiente – giugno 2008 – Roma

Storia dell’architettura

“La casa del villagio palestinese” è un racconto. Narra di un modo di vivere dalle radici antiche; tratta la cultura dei fallahin, i contadini dei villaggi che rappresentavano la maggior parte della popolazione palestinese negli ultimi anni del XIX secolo. Focalizza l’attenzione sulla vita degli abitanti dei villaggi delle aree montuose centrali della Palestina. Amiry e Tamari “…Fanno pian piano apparire dinanzi agli occhi le case in pietra calcarea che si confondono con i colori delle montagne e ne seguono il profilo con le piccole cupole bianche…”. Frutto di una ricerca sul campo “effettuata tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta tra gli abitanti dei villaggi del West Bank, dove sono stati studiati gli edifici e i manufatti superstiti”, il volume è illustrato con fotografie scattate sul campo, con fotografie di archivio del periodo del Mandato Britannico in Palestina, e con acquerelli risalenti agli anni 80 del XIX secolo.
La progressiva colonizzazione sionista della Palestina e le profonde trasformaziioni sociali ed economiche avvenute nel XX secolo, hanno avuto “…Ripercussioni sulla cultura materiale tradizionale. Si è così venuto a creare un bisogno urgente di documentare e, ove possibile, di perseverare i manufatti e le costruzioni tradizionali che rapidamente stanno scomparendo, e di farlo fintanto che sia ancora possibile ottenere informazioni dalla generazione che ne ricorda le modalità di costruzione e di utilizzo”. “La casa del villaggio palestinese” è un contributo a questa impresa.

 

LA PULIZIA ETNICA DELLA PALESTINA

Ilan Pappe – Fazi Editore – 2008 – Roma

L’autore sostiene che già negli anni Trenta la leadership del futuro Stato di Israele aveva ideato e programmato la pulizia etnica della Palestina e che nella Nakba del 1948 Israele ha enormi implicazioni politiche e morali. Secondo Pappe, il processo di pace si potrà avviare solo quando gli israeliani e l’opinione pubblica mondiale avranno ammesso il “peccato originale”.

 

LA TERRA DI CHI?

Geografia del conflitto arabo-palestinese

Marcella Emiliani – Casa editrice il Ponte – 2008 – Bologna

Dalla Palestina sotto l’Impero Ottomano alla costruzione del muro, alla vittoria di Hamas, alla seconda invasione del Libano (2006). Le varie tappe storiche sono supportate da cartine geografiche.

 

LETTERE AL DI LÀ DEL MURO

Dai bambini palestinesi dei campi profughi

Stefano Apuzzo, Serena Baldini e Barbara Archetti – Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri – 2008 – Roma

Il libro contiene le lettere più belle e toccanti scritte dai bambini palestinesi che vivono nei campi profughi alle porte di Gerusalemme. Le loro famiglie furono espulse dai villaggi natii alla nascita dello Stato di Israele nel 1948 e dopo l’occupazione dei Territori Palestinesi del 1967. Le lettere rispecchiano cosa vuol dire crescere ingabbiati da un Muro di cemento alto 9 metri con scarse possibilità di poterlo attraversare.

 

NEL SEGNO DELL’ESILIO

Riflessioni, letture e altri saggi

Edward W. Said – Feltrinelli Editore – 2008 – Milano

Una raccolta di 46 saggi, scelti da Said stesso e scritti tra il 1967 e il 2000 su una gran varietà di argomenti: la diaspora palestinese, i ricordi di gioventù, il confronto tra cultura… che confermano Said come uno dei più importanti ed eleganti critici letterari del nostro tempo.

 

OCCUPATION

Sei fotografi israeliani

Lineadaria Editore – luglio 2008 – Gaglianico (BI)

“Queste foto dolorose, uscite dall’occhio di fotografi israeliani, donne e uomini che sanno guardare, oltre l’appartenenza e la fazione, alla condizione disperata di un popolo in prigione, feriscono le coscienze e i cuori di quanti non rinunciano a vedere”. Moni Ovadia

 

PALESTINA

Alberto Stabile – Giunti Editore – aprile 2008 – Prato

Martoriata da un conflitto interminabile, la Palestina è terra di guerre, terrorismo, pressioni internazionali ed esodo forzato di popolazioni con milioni di palestinesi costretti a vivere poco oltre i confini. “Palestina” ripercorre le vicende di un conflitto la cui posta in gioco sembra essere l’annientamento dell’uno o dell’altro contendente: il popolo palestinese e lo Stato di Israele.

 

PALESTINA 1881 – 2006

Una contesa lunga un secolo

Fabio De Leonardis – Edizioni La Città del Sole – 2008 – Napoli

“Un proverbio arabo recita che, una menzogna ripetuta tante volte, diventa realtà. La grande bugia è che la Palestina fosse una terra disabitata e, perciò, data a un “popolo” senza terra, il che è una menzogna, in quanto la religione ebraica è una religione: trasformarla in una nazione è una bizzaria.” …”Il libro ha particolare attenzione per la storia della sinistra palestinese e della sinistra non-sionista israeliana contiene anche una ricca sitografia internet, un glossario che offre un inquadramento storico-politico delle più rilevanti organizzazioni politiche israeliane e palestinesi.”

 

PERCHÉ STALIN CREÒ ISRAELE

Leonid Mlecin – Prefazione di Luciano Canfora – Introduzione di Enrico Mentana – Sandro Teti Editore – Collana Historos – novembre 2008

Storia – relazioni internazionali

14 maggio 1948: termina il mandato britannico sulla Palestina, Ben Gurion annuncia ufficialemente la nascita dello Stato di Israele e Mosca è la prima a riconoscere ufficialmente il nuovo paese. Non solo, grazie ai cinque voti controllati dai sovietici (quello dell’Urss, dell’Ucraina, della Bielorussia, della Polonia e della Cecoslovacchia), il 26 novembre 1947 viene approvata dall’Assemblea generale dell’ONU la famosa risoluzione 181. Il 4 dicembre del 1947 Gromyko, rappresentante dell’Urss all’ONU, riceve la seguente lettera:
Eccellenza,
L’Agenzia Ebraica per la Palestina desidera esprimere la sua profonda riconoscenza al governo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche per il suo appoggio alla risoluzione approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite in favore della costituzione dello Stato ebraico. Questa raccomandazione segna un momento decisivo nella storia del popolo ebraico, che, privo di un focolare nazionale per duemila anni, può oggi entrare nel consesso delle nazioni e apportare un suo contributo alla comunità internazionale (…) Il popolo ebraico sarà sempre grato al suo governo che l’ha aiutato, nel corso della sessione dell’Assemblea generale, a conseguire la liberazione nazionale. Le saremmo veramente grati se vorrà trasmettere il contenuto di questa missiva al suo governo.
Sinceramente,
Suo Abba Hillel Silver
Presidente della Sezione americana dell’Agenzia Ebraica per la Palestina.
Il giornalista russo Leonid Mlecin, basandosi su documenti desecretati dagli archivi sovietici e da quelli della Federazione Russa, aiuta a cogliere la sostanza di una verità ormai rimossa: senza l’iniziativa dell’Urss lo stato ebraico non avrebbe potuto nascere. “Perché Stalin creò Israele” evidenzia il sostegno politico, diplomatico e militare fornito al movimento sionista già dagli inizi degli anni quaranta: prima all’Haganà e poi all’esercito israeliano nei mesi iniziali della guerra contro gli arabi, mentre si consuma la drammatica pagina della Nakba, la cacciata di 760.000 palestinesi dalla loro terra.

 

POLITICA

Aharon Shabtai – Multimedia Edizioni – Collana: Poesia come pane – maggio 2008 – Salerno

Poesie

Una raccolta di poesie che abbracciano un arco di tempo che va dal 1997 fino al 2008. Tariq Ali scrive, “In tempi bui, quando uno stato costringe il suo popolo alla sottomissione, può essere il momento del poeta che non sarà messo a tacere. Le poesie coraggiose di Sbabtai perforano la torbida oscurità israeliana come un raggio laser. Scrive in ebraico, ma parla a nome degli oppressi di tutto il mondo” . Sebbene il famoso poeta israeliano pone al centro della sua opera la vita privata, ricorda che i temi pubblici non possono che unirsi a quelli privati in un unico corpo. Attraverso le sue poesie esprime il proprio dissenso all’occupazione israeliana, alla costruzione del Muro dell’Apartheid, attacca l’establishment politico e letterario israeliano, e si chiede come possa esistere ancora cultura, e come possa nascere poesia, in uno stato che si macchia di crimini efferati.

 

UNA PRIMAVERA DI FUOCO

Sahar Khalifah – Giunti Editore – 2008 – Milano

La storie di due giovani palestinesi, nel periodo della seconda Intifada, si innestano nella dura realtà della guerra, di tradimenti politici, di eroismi quotidiani e di contraddizioni. Anche in questo romanzo l’autrice mette in luce la questione femminile, fra protagonismo e osservanza delle tradizioni, la crescita del fondamentalismo religioso, la rovina economica e la corruzione che scavano conflitti all’interno della società palestinese.