Da “The Indipendent” di martedì 07/01/2014

Un’organizzazione israeliana per i diritti umani ha accusato il governo israeliano di torturare minorenni palestinesi dopo averli richiusi in gabbie di ferro all’esterno durante il periodo invernale.

La PCATI (Public Committee Against Torture in Israel) ha pubblicato un report in cui dichiara che minorenni sospettati di reati minori sono soggetti ad essere rinchiusi in gabbie esposte al pubblico e sottoposti ad atti di violenza sessuale e a processi militari senza la presenza di un avvocato.

Anche il PDO (the country’s Public Defender’s Office) ha rivelato, recentemente, i dettagli di una visita shoccante: “durante la nostra visita gli avvocati hanno incontrato i detenuti che descrivevano loro un quadro shoccante: durante la notte decine di detenuti vengono trasferiti in gabbie di ferro all’esterno del carcere di transizione (IDS) in Ramla”.

Secondo il Jerusalem Post, il ministro della giustizia Tzipi Livni ha dichiarato che questa pratica è stata sospesa appena lei ne è stata messa al corrente.

Il PCATI afferma, invece, che questa pratica non sia ancora stata interrotta e come il caso di Ramla sia solo un esempio degli abusi sui minori.

Questo organismo afferma inoltre che la maggior parte dei minorenni palestinesi detenuti pagano per aver lanciato delle pietre e che il 74% di loro viene sottoposto a violenza fisica durante l’arresto, il trasferimento e/o la detenzione.

Afferma inoltre che Israele è l’unico paese che arresta sistematicamente minorenni che vengono giudicati dalla corte militare mentre i minorenni israeliani non vengono mai in contatto con il sistema della corte militare stessa.